· Simone Saleri · Sviluppo Mobile  · 3 min di lettura

Perché abbiamo riscritto Bitbrand in Swift

Bitbrand 2.0 è una riscrittura completa da zero, interamente in Swift e SwiftUI. Ecco perché abbiamo lasciato React Native e siamo passati al nativo.

Bitbrand 2.0 è una riscrittura completa da zero, interamente in Swift e SwiftUI. Ecco perché abbiamo lasciato React Native e siamo passati al nativo.

Quando abbiamo creato Bitbrand nel 2023, il panorama tecnologico e la nostra roadmap di prodotto erano molto diversi. Inizialmente abbiamo scelto React Native insieme ai Native Modules, uno stack che all’epoca aveva perfettamente senso. La promessa del cross-platform significava poter arrivare, prima o poi, anche su Android senza dover mantenere due codebase completamente separate.

Oggi siamo entusiasti di presentare Bitbrand 2.0 - una riscrittura completa da zero, interamente in Swift e SwiftUI. Abbandonare una codebase matura e funzionante non è stata una decisione presa alla leggera, ma una serie di cambiamenti strategici e progressi tecnologici l’ha resa la scelta più ovvia. Ecco perché abbiamo fatto il salto al nativo.

La svolta su iOS e la spinta dell’IA

Con l’evoluzione di Bitbrand, i nostri dati e la nostra visione strategica indicavano chiaramente una direzione: dovevamo puntare esclusivamente su iOS. L’espansione su Android prevista non era più una priorità.

Nello stesso periodo, il mondo dello sviluppo software ha vissuto un vero cambio di paradigma. Gli assistenti di programmazione basati sull’IA sono arrivati a un punto tale da ridurre drasticamente il tradizionale vantaggio in velocità di sviluppo di framework come React Native. Scrivere Swift puro è più veloce e intuitivo che mai, e questo ha eliminato il motivo principale per cui ci affidavamo a un framework cross-platform per una sola piattaforma.

Il feeling nativo e il Liquid Glass

Con la nostra strategia orientata verso una major release 2.0, era il momento perfetto per una riscrittura nativa. Apple aveva da poco rinnovato l’app ufficiale Watch e introdotto su iOS lo splendido design system “liquid glass”.

Volevamo che Bitbrand 2.0 sembrasse un’estensione del sistema operativo stesso. Ispirandoci direttamente al linguaggio di design ufficiale di Apple, il nostro obiettivo era far sentire gli utenti subito a casa nel momento in cui aprono l’app. Realizzarla con SwiftUI ci ha permesso di ottenere senza sforzo quell’estetica nativa e quella fluidità che la contraddistinguono. Insieme a questo rinnovamento visivo, abbiamo introdotto anche nuovi concetti architetturali nella piattaforma: Brand e Collezioni, che rendono la navigazione e la gestione molto più intuitive.

Schermate di Bitbrand 2.0: la Face Gallery con i quadranti Apple Watch in edizione limitata, la pagina di un artista con la sua collezione e il certificato di autenticità

Connessione con Apple Watch senza attriti

Uno dei miglioramenti tecnici più importanti di questa riscrittura riguarda l’integrazione con Apple Watch. Ai tempi di React Native, la comunicazione tra l’app iOS e l’Apple Watch richiedeva di far passare i dati attraverso dei macchinosi Native Modules.

Passando interamente a Swift, abbiamo eliminato quel bridge. Ora la comunicazione con l’Apple Watch è diretta, nativa e molto più robusta. Il salto di prestazioni che ne deriva avvicina Bitbrand alla velocità e all’affidabilità di un’app first-party di Apple.

Acquisti senza frizioni

Infine, abbiamo ripensato da zero il percorso dell’utente. Nella versione 2.0 abbiamo ridotto drasticamente il numero di passaggi necessari per completare un acquisto. Gli utenti non devono più creare un account Bitbrand dedicato: possono semplicemente autenticarsi e acquistare direttamente con il proprio account Apple.

Questo flusso senza frizioni ha trasformato completamente il nostro funnel di conversione - ma i meccanismi con cui abbiamo ridotto al minimo i passaggi di acquisto meritano un approfondimento a parte. Racconteremo l’ingegneria dietro il nostro nuovo flusso di checkout in un prossimo articolo.

Simone Saleri

Simone Saleri — sviluppatore iOS e watchOS. 17 app sull’App Store, quasi tutte app standalone per Apple Watch. Laurea magistrale in Informatica, Università di Milano-Bicocca. Contattami.

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